"Nel Paese che sembra una scarpa" degli Zen Circus

1- Questa canzone si intitola “Nel paese che sembra una scarpa”. Secondo te, di quale paese si parla? E perché?

 

2- Ascolta la canzone e riempi gli spazi con le parole mancanti:

Come fosse facile spiegarlo in quattro accordi
in questa forma ______________ dal mercato dei ricordi...
In testa mi capisci ma tu stringi troppo forte
e non riesco a _______________, non posso vedere oltre.

E non lo impari certo all'università
o dentro il tuo ___________________, in qualsiasi città...
in fondo siamo uguali, testa, ma tu puzzi di buono,
io non so la differenza fra la croce ed il ____________________;

così i giornali scrivono tutti la stessa cosa,
il caffè non sa di niente e poi ti comprerò una rosa
dal _______________ stanco che disturba questa cena
che ci chiediamo ancora se ne valeva la pena
di affidare l'anima ad un ________________ di carta
da soli nel paese che sembra una scarpa.

Come dirlo poi a chi mi ha voluto un po' di bene
che è troppa libertà che mi ha ridotto alle _________________
e, testa, tu sei il numero sul quale ho puntato
e questo fa di te il mio _________________ più spietato.

Mi dici che si trova sempre una soluzione,
che basta reinventarsi, ________________ un'illusione,
in fondo ti capisco, testa, hai un animo gentile
ma io questa ______________, io non la riesco a sentire...

Così le banche prestano dei nomi a tutti quanti,
tua _______________ come sempre ti regalerà dei guanti,
il lavoro è disprezzare gli altri per ventiquattro ore
e ci spezziamo ancora le __________________ per amore
un amore disperato per tutta questa farsa
insieme nel paese che sembra una scarpa.  

 

3- Quali sono i temi toccati in questa canzone? Segna con una croce quelli che secondo te sono presenti tra quelli elencati qui sotto e poi evidenziali nel testo:

Politica Ambiente Lavoro Informazione Economia
Immigrazione Geografia   Sport Storia

 

 4- Segna quali tra queste affermazioni sono vere e quali false:

Il protagonista della canzone sta parlando con un suo caro amico V  F
La canzone parla di un paese felice, dove tutto va bene V  F
La canzone parla di un paese in cui è difficile avere dei sogni V  F
Il protagonista pensa che l'informazione in Italia sia libera e professionale V  F
Il protagonista pensa che certe cose non possano essere imparate all'università V  F
Il protagonista pensa che raccontare l'Italia attraverso una canzone sia facile V
La canzone parla di un paese in cui è difficile trovare lavoro V F

 

5- Rispondi alle seguenti domande scegliendo una delle opzioni (A, B o C):

Cosa si intende per “mercato dei ricordi” (v. 2)?

A- L'industria discografica

B- Il mercatino dell'antiquariato

C- I ricordi di una persona

 

Cosa intendono gli Zen Circus quando cantano “io non so la differenza fra la croce ed il perdono” (v. 8)?

A- Io non conosco la differenza tra il bene e il male

B- Io non conosco la differenza tra trovare e perdere

C- Io non conosco la differenza tra condannare e perdonare

 

Cosa si intende in italiano quando si dice “ne vale la pena” (v. 12)?

A- Questa cosa fa pena

B- Questa cosa vale un sacco di soldi

C- Questa cosa merita il mio impegno

 

Che cosa significa in italiano “puntare su un numero” (v. 17)?

A- Scommettere su un numero

B- Contare fino a un numero

C- Prendere un autobus

 

6- Nel testo della canzone si parla di un “castello di carta” (v. 13): si tratta di un'espressione che non va intesa in senso letterale, ma figurato. In italiano ci sono molte espressioni metaforiche o modi di dire che contengono la parola “carta”. Qui di seguito ce ne sono alcune: abbinale al loro significato.

Un castello di carta Una persona aggressiva ma non pericolosa
Una tigre di carta Essere preparato
Avere le carte in regola In teoria
Cambiare le carte in tavola Concedere massima libertà d'azione
Dare carta bianca E' vero perché è scritto qui!
Fare carte false Cambiare le regole di qualcosa che è già iniziato
Sulla carta Fare di tutto per ottenere qualcosa
Carta canta! Una cosa fragile ed effimera

 

6.1- Ora scegli tre delle espressioni che hai appena visto e usale per formare altrettante frasi di senso compiuto.

   
   
   

 

7- Quali dei seguenti aggettivi useresti per descrivere questa canzone?

Rassegnata Polemica Rabbiosa Ottimista Ironica
Patriottica Scanzonata   Disperata Propositiva

 

8- Riassumi a parole tue la descrizione che viene fatta dell'Italia nella canzone che hai ascoltato.

  
   
  
 

 

9- Sei d'accordo con gli Zen Circus? Provi le stesse emozioni quando pensi al tuo paese?

  
   
  
 

 

10- Al v. 1 della canzone leggiamo “come fosse facile spiegarlo in quattro accordi”.

In italiano, le frasi introdotte da come fosse... / come se fosse... si usano per esprimere l'irrealtà dell'azione indicata dal verbo al congiuntivo imperfetto, spesso in risposta ad un'affermazione di senso contrario. Per esempio:

A: “Vedrai che domani passerai il tuo esame senza problemi!”

B: “Come fosse facile studiare 300 pagine in una notte!”

Nella canzone degli Zen Circus, quindi, “come fosse facile spiegarlo in quattro accordi” significa esattamente che NON è facile spiegarlo in quattro accordi.

Prova a modificare le frasi che seguono utilizzando la forma “come fosse... / come se fosse...”:

Il tuo capo ti ha chiesto di fare un po' di straordinari a lavoro. Guadagnerai di più!

[Non è divertente lavorare fino a tardi.]

 

Devi preparare un progetto di lavoro molto importante per domani.

[Non è facile fare il lavoro di una settimana in una notte]

 

Devi preparare l'ultimo esame prima della laurea: dopo avrai finito!

[Non è bello passare il fine settimana sui libri]

 

 Il tuo migliore amico ti invita fuori e passa ore a parlare della sua ex fidanzata.

[Non è interessante ascoltare tutte quelle chiacchiere]

 

Hai comprato delle scarpe troppo piccole, ma tutti i tuoi amici dicono che sono molto belle.

[Non è comodo camminare con delle scarpe troppo piccole]

 

 

11- Nel testo della canzone la parola “testa” viene usata diverse volte con un significato ambiguo: da un lato indica una parte del corpo del protagonista della canzone, il quale letteralmente sembra “parlare” con la propria testa, e dall'altro viene usata come appellativo che potrebbe essere riferito a qualcun altro. Nei dialetti del nord Italia, infatti, “testa” viene usata per rivolgersi a un amico o ad un conoscente in modo scherzoso (per es.: “vieni qui, testa!”). Il vero significato dell'espressione è “testa vuota”, “stupido”. In realtà, anche nei dialetti meridionali e centrali la parola “testa” è utilizzata all'interno di espressioni ingiuriose o colloquiali. Ne conosci qualcuna?

 

12- Rileggi questi due versi della canzone (15-16), in cui viene utilizzata la figura retorica dell'antitesi (ovvero l'accostamento di due parole o espressioni dal significato opposto: libertà/catene):

Come dirlo poi a chi mi ha voluto un po' di bene
che è troppa libertà che mi ha ridotto alle catene

Ci sono altri punti della canzone in cui viene utilizzata l'antitesi? Se sì, sottolinea i versi e trascrivili qui sotto.

  
   
  
 

 

12.1- Cosa vogliono dire secondo te gli Zen Circus?

  
   
  
 

 

13- I versi che hai appena riletto si riferiscono in realtà ad un fenomeno molto diffuso in Italia: quello dei cosiddetti “bamboccioni”. Il termine venne usato per la prima volta qualche anno fa dall'ex ministro Padoa-Schioppa per indicare quei giovani adulti che, non trovando lavoro, rimangono a vivere a casa e vengono mantenuti dai genitori. Leggi i due testi qui di seguito:

LA PROVOCAZIONE DEL MINISTRO. IL PDCI: «INFELICE EPITETO»

«Mandiamo i bamboccioni fuori di casa»

Padoa Schioppa: con la Finanziaria misure che consentiranno ai giovani di affrancarsi dai genitori

ROMA - L'attacco è ai «Tanguy» all'italiana, o in altre parole i «bamboccioni» (copyright Tps). Quelli che non se ne vogliono andare di casa e che magari, ora che la Finanziaria vedrà la luce, potrebbero affrancarsi dalla sottana di mamma. Né è seriamente convinto il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e nell'illustrare i benefici della futura manovra si applica in una filippica contro i ragazzi che stanno ancora alle dipendenze dei genitori. «Mandiamo i «bamboccioni fuori di casa», sintetizza con estrema brutalità e molta ironia Padoa-Schioppa nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Il ministro fa così riferimento alla norma che prevede agevolazioni sugli affitti per i più giovani. «Incentiviamo a uscire di casa i giovani che restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi. È un'idea importante», mette in evidenza il titolare del Tesoro. Parole che accendono subito il dibattito, scavando il fosso tra riformisti e massimalisti all'interno della maggioranza.

FINANZIARIA - A Manuela Palermi, capogruppo dei Verdi-Pdci al Senato, il termine usato dal ministro non va giù. «Quando il ministro - attacca Palermi - sarà riuscito a trasformare l'Italia in un Paese dove le banche concedono mutui anche ai lavoratori precari e dove gli stessi lavoratori precari possano, nonostante l'esibizione di buste paga che danno poche certezze, rateizzare gli acquisti, allora forse cercheremo di capire se dietro quel suo "bamboccioni" ci sia una fine analisi sociologica. Oggi è solo un infelice epiteto che può sicuramente guadagnargli la simpatia di qualche pasciuto e arrivato editorialista. Per il resto, auguri».
AIUTI AGLI UNDER 30 - Ma quali sono gli incentivi di cui parla Padoa-Schioppa? Il governo ha introdotto in Finanziaria la possibilità per i giovani, in un'età compresa tra i 20 e i 30 anni, di usufruire di detrazioni fiscali sugli affitti, sempre che la casa non sia l'abitazione principale dei genitori. La nuova detrazione varia dai 495,8 euro in tre anni se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro, ai 991,6 euro (sempre in tre anni) se il reddito non supera i 15.493,71 euro.

NUOVE CASE POPOLARI - Agli incentivi sugli affitti si affianca la decisione di rilanciare l'edilizia pubblica, per aiutare i meno abbienti e quindi anche i giovani. Tutta l'operazione sarà affidata all'Agenzia del Demanio, che potrà creare società miste pubblico-privato per dare vita ad un patrimonio immobiliare di 80 mila case in dieci anni, ad un ritmo di 8 mila l'anno. L'Agenzia del Demanio conferirà in queste società un patrimonio fatto di terreni, fabbricati e immobili da riconvertire, riqualificare o ristrutturare. Le società miste, quindi, promuoveranno l'acquisizione, il recupero la riqualificazione e la ristrutturazione di questi immobili ad uso abitativo da dare in affitto a canoni calmierati, ad una media del 50% rispetto ai valori di mercato delle principali città metropolitane. In sostanza, se un affitto medio è di 150 euro a metro quadrato, l'affitto ammonterà ad una cifra compresa tra i 60 e i 90 euro a mq. L'incidenza del canone sul reddito familiare dovrà comunque essere al di sotto del 35%. L'avvio dell'operazione può partire subito essendo disponibili 150 milioni di euro. L'obiettivo è dunque incentivare l'ampliamento del mercato della locazione utilizzando strumenti finanziari innovativi. La fase di avvio dovrebbe durare tra i 2 e i 3 anni, poi si potrà ricorrere alla nuova legge sulle società immobiliari quotate e, dopo la fase di partenza, le società potranno essere quotate o costituire fondi immobiliari.

 

I non adulti che restano a casa... di mamma

Bamboccioni: vittime o sfruttatori?

Gli uomini e le donne che non vanno via di casa, tra i giovani dai 18 ai 30 anni, sono l'82%, secondo il celebre sociologo Penn, quasi il 70% secondo Il Sole ore. Parecchi secondo tutti.

Ospite con vitto alloggio e libertà d'orario secondo alcuni, vittima della flessibilità, della disoccupazione, dei bassi salari e del mercato immobiliare secondo altri, il giovane italiano si trova in una situazione anomala. Ospite troppo condizionato dalla famiglia, volontario o forzato, a poco servono i sussidi di Stato. Con € 1000 non si cambia l'antropologia e non si trasforma un bamboccione o una persona di difficoltà in un nomade temerario. Forse avrebbero effetto la garanzia di un reddito minimo e una vera indennità di disoccupazione, agevolazioni fiscali e detrazione dei costi che si sostengono per andare via di casa. Oggi anche chi prova ad andare via di casa, se non ce la fa, è costretto/a a tornare e la rete di protezione familiare in questi casi è un rifugio essenziale. Quando poi sono i genitori che comprano la casa ai figli, si sentono autorizzati a condizionare le loro scelte, o comunque i figli si sentono in colpa, in difetto, per non riuscire a farcela da soli.

Anche in Europa il fenomeno si fa sentire: in Inghilterra si chiamano “ kippers ”, che sta per “kids in parents pockets eroding retiremen saving” tradotto “quelli che restano a casa ed erodono la pensione i risparmi dei genitori; in Germania sono " nesthockers ", quelli che non abbandonano il nido. Andando più lontano, troviamo in Giappone i “ parasaito shinguru ”, singoli parassiti a cui dedichiamo uno Speciale "Single parassiti".

Noi in Italia esageriamo e i figli restano in casa con i genitori fino a un’età che non ha paragoni con gli altri paesi e i fattori che contribuiscono a perpetrare il fenomeno sono culturali, economici e sociali. Si continua ad andarsene di casa per per emigrare, per studiare all'estero e per sposarsi. Altra considerazione: se all'estero un giovane resta in famiglia la cosa viene vissuta come un problema, come un indice di scarsa maturità, da noi succede il contrario, se il figlio se ne va la famiglia si chiede quale è il problema. Sostenere che i figli non hanno alcun bisogno di andarsene è puro egoismo. Le Università italiane sono piene di trentenni ancora fuori dalla vita produttiva. Sembra che per raggiungere livelli di competenza si debbano aggiungere al normale ciclo scolastico almeno 10 anni e così si esce tardi dall’Università, ci si specializza, e ci si ritrova a poco meno di 40 anni a fare la gavetta. Va da se che tra ingranare e metter dentro al salvadanaio qualcosa ne passano di anni. Le donne sono penalizzate ancor di più e la maternità è un sogno lontano. A 30 anni niente è definito e a 60 si va in pensione. Quanti anni abbiamo a disposizione per “far carriera” o semplicemente “sistemarci”?

Il futuro non è più una promessa per qualcuno è diventato una minaccia e se il futuro è incertezza, precarietà, insicurezza, manca il coraggio, la voglia di costruire qualcosa da soli. Le famiglie del resto remano contro l'indipendenza dei figli, per paura della solitudine, per sopperire ad altre mancanze, per abitudine, perché così fanno tutti. Dobbiamo certo porci la domanda: cosa ne sarà di una società senza il coraggio tipico le dell'età giovanile?

 

13.1- Cosa ne pensi del fenomeno dei “bamboccioni”? E' presente anche nel tuo paese? Cosa faresti per risolvere il problema?

  
   
  
 

Soluzioni

Come fosse facile spiegarlo in quattro accordi 
in questa forma imposta dal mercato dei ricordi...
In testa mi capisci ma tu stringi troppo forte
e non riesco a respirare, non posso vedere oltre.

E non lo impari certo all'università
o dentro il tuo appartamento, in qualsiasi città...
in fondo siamo uguali, testa, ma tu puzzi di buono,
io non so la differenza fra la croce ed il perdono;

così i giornali scrivono tutti la stessa cosa,
il caffè non sa di niente e poi ti comprerò una rosa
dal pakistano stanco che disturba questa cena
che ci chiediamo ancora se ne valeva la pena
di affidare l'anima ad un castello di carta
da soli nel paese che sembra una scarpa.


Come dirlo poi a chi mi ha voluto un po' di bene
che è troppa libertà che mi ha ridotto alle catene
e, testa, tu sei il numero sul quale ho puntato
e questo fa di te il mio nemico più spietato.

Mi dici che si trova sempre una soluzione,
che basta reinventarsi, inseguire un'illusione,
in fondo ti capisco, testa, hai un animo gentile
ma io questa illusione, io non la riesco a sentire...


Così le banche prestano dei nomi a tutti quanti,
tua nonna come sempre ti regalerà dei guanti,
il lavoro è disprezzare gli altri per ventiquattro ore
e ci spezziamo ancora le ossa per amore
un amore disperato per tutta questa farsa
insieme nel paese che sembra una scarpa.

4- V, F, V, F, V, F, V. 

5- A, C, C, A.

6- Un castello di carta - Una cosa fragile ed effimero
Una tigre di carta - Una persona aggressiva ma non pericolosa
Avere le carte in regola - Essere preparato
Cambiare le carte in tavola - Cambiare le regole di qualcosa che è già iniziato
Dare carta bianca - Concedere massima libertà d'azione
Fare carte false - Fare di tutto per ottenere qualcosa
Sulla carta - In teoria
Carta canta! - È vero perché è scritto qui! 

10- Come fosse divertente lavorare fino a tardi!
Come fosse facile fare il lavoro di una settimana in una notte!
Come fosse bello passare il fine settimana sui libri!
Come fosse interessante ascoltare tutte quelle chiacchiere!
Come fosse comodo camminare con delle scarpe troppo piccole!

11- puzzi di buono - fra la croce ed il perdono - è troppa libertà che mi ha ridotto alle catene.

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