La discesa in campo di Berlusconi: un esempio di discorso politico

La "discesa in campo" di Berlusconi
Un esempio di discorso politico

 

1- Guarda il video del primo discorso di Berlusconi (1994) e completa il cloze:

"L'Italia è il Paese _____________. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui _____________, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ______________ la passione per la libertà.

Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa ____________perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da ______________ legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare.

Per poter ____________questa nuova scelta di vita, ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di _____________ e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno ______________ di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande _______________.

So quel che non voglio e, insieme con i molti italiani che mi hanno dato la loro _____________, so anche quel che voglio. E ho anche la __________________ speranza di riuscire a realizzarlo, in sincera e leale alleanza con tutte le ____________________ e democratiche che sentono il dovere civile di offrire al Paese una alternativa ________________ al governo delle sinistre e dei comunisti.

La vecchia ________________ italiana è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L'autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del _______________ e dal sistema di finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova Repubblica. Mai come in questo momento l'Italia, che giustamente ____________ di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed _______________, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato.

Il movimento referendario ha condotto alla scelta _______________ di un nuovo sistema di elezione del Parlamento. Ma affinché il nuovo sistema funzioni, è indispensabile che al _______________ delle sinistre si opponga, un polo delle libertà che sia capace di ______________ a sé il meglio di un Paese pulito, ragionevole, _________________.

Di questo polo delle libertà dovranno far parte tutte le forze che si richiamano ai _______________________ delle democrazie occidentali, a partire da quel mondo cattolico che ha generosamente contribuito all'ultimo cinquantennio della nostra storia unitaria. L'importante è saper ________________ anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui ________________ lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali.

 

2- Dopo la correzione del cloze, indica quali delle seguenti affermazioni sono vere e quali false:

Berlusconi ama molto l'Italia anche se ha imparato le cose che sa da un'altra parte V F
Berlusconi vuole entrare in politica per cambiare l'Italia rispetto al passato V F
Berlusconi vuole entrare in politica ma vuole anche restare a capo delle sue aziende V F
Berlusconi vuole allearsi con i comunisti V F
Secondo Berlusconi, l'Italia ha bisogno di persone responsabili e mature V F
Secondo Berlusconi, il sistema elettorale non funziona per colpa dei comunisti V F
Berlusconi vuole allearsi con cattolici e liberali V F

 

3- Rispondi alle domande:

Che cosa s'intende per “cosa pubblica”?

A) lo stato, il governo

B) un giornale, un libro

C) uno spazio libero, di tutti

 

Cosa fa una persona quando “rassegna le dimissioni”?

A) lasciare un posto di lavoro

B) essere tristi

C) andare in missione

 

Che cosa significa “avere la ragionevole speranza”?

A) coltivare un sogno irrealizzabile

B) avere una speranza che si può realizzare

C) sperare di avere ragione

  

Che cosa s'intende per “debito pubblico”?

A) i soldi che il popolo deve dare al governo

B) i soldi che il governo deve dare al popolo

C) i soldi che il pubblico deve dare a Berlusconi

  

Che cosa vuole dire Berlusconi quando parla di “storia unitaria”?

A) tutta la storia d'Italia

B) una parte della storia d'Italia

C) la storia dell'Italia unita

 

4- Ora rileggi attentamente il testo e sottolinea, trascrivendole qui sotto, le seguenti parole\espressioni:

MODI DI DIRE (ESPRESSIONI NON LETTERALI) PAROLE TECNICHE  (“POLITICHESE”)
       
       
       
       
       
       
       
       

 

5- Secondo te, cosa indica l'accostamento di termini tecnici e di espressioni figurate e colloquiali? Quali sono gli effetti sullo stile di questa commistione?

   
   
   
   

 

6- Ora leggi la conclusione del discorso di Berlusconi, facendo attenzione a come cambiano il tono e le parole usate da Berlusconi:

"La storia d'Italia è ad una svolta. Da imprenditore, da cittadino e ora da cittadino che scende in campo, senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è possibile farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politica senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di un'Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno più prospera e serena più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo.

Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo italiano."

 

Che differenza c'è tra il resto del discorso e quest'ultima parte? 

   
   
   
   

 

 

7- Prepara un discorso di “discesa in campo” pensando prima

  • al nome del tuo partito
  • agli obiettivi che vuoi conseguire
  • all'orientamento del tuo partito (destra, sinistra, centro \ conservatore, liberale, progressista)
  • al look e allo stile che intendi adottare 
 
 
 
 
 
 
 
 

Soluzioni

Trascrizione del discorso. In neretto i modi di dire. 

"L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà.

Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare.

Per poter compiere questa nuova scelta di vita, ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di editore e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza.

So quel che non voglio e, insieme con i molti italiani che mi hanno dato la loro fiducia in tutti questi anni, so anche quel che voglio. E ho anche la ragionevole speranza di riuscire a realizzarlo, in sincera e leale alleanza con tutte le forze liberali e democratiche che sentono il dovere civile di offrire al Paese una alternativa credibile al governo delle sinistre e dei comunisti.

La vecchia classe politica italiana è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L'autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e dal sistema di finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova Repubblica. Mai come in questo momento l'Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato.

Il movimento referendario ha condotto alla scelta popolare di un nuovo sistema di elezione del Parlamento. Ma affinché il nuovo sistema funzioni, è indispensabile che al cartello delle sinistre si opponga, un polo delle libertà che sia capace di attrarre a sé il meglio di un Paese pulito, ragionevole, moderno.

Di questo polo delle libertà dovranno far parte tutte le forze che si richiamano ai principi fondamentali delle democrazie occidentali, a partire da quel mondo cattolico che ha generosamente contribuito all'ultimo cinquantennio della nostra storia unitaria. L'importante è saper proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali.

Quegli obiettivi e quei valori che invece non hanno mai trovato piena cittadinanza in nessuno dei Paesi governati dai vecchi apparati comunisti, per quanto riverniciati e riciclati. Né si vede come a questa regola elementare potrebbe fare eccezione proprio l'Italia. Gli orfani i e i nostalgici del comunismo, infatti, non sono soltanto impreparati al governo del Paese. Portano con sé anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con le esigenze di una amministrazione pubblica che voglia essere liberale in politica e liberista in economia.

Le nostre sinistre pretendono di essere cambiate. Dicono di essere diventate liberaldemocratiche. Ma non è vero. I loro uomini sono sempre gli stessi, la loro mentalità, la loro cultura, i loro più profondi convincimenti, i loro comportamenti sono rimasti gli stessi. Non credono nel mercato, non credono nell'iniziativa privata, non credono nel profitto, non credono nell'individuo. Non credono che il mondo possa migliorare attraverso l'apporto libero di tante persone tutte diverse l'una dall'altra. Non sono cambiati. Ascoltateli parlare, guardate i loro telegiornali pagati dallo Stato, leggete la loro stampa. Non credono più in niente. Vorrebbero trasformare il Paese in una piazza urlante, che grida, che inveisce, che condanna.

Per questo siamo costretti a contrapporci a loro. Perché noi crediamo nell'individuo, nella famiglia, nell'impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell'efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà.

Se ho deciso di scendere in campo con un nuovo movimento, e se ora chiedo di scendere in campo anche a voi, a tutti voi - ora, subito, prima che sia troppo tardi - è perché sogno, a occhi bene aperti, una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell'invidia sociale e dell'odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l'amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.

Il movimento politico che vi propongo si chiama, non a caso, Forza Italia. Ciò che vogliamo farne è una libera organizzazione di elettrici e di elettori di tipo totalmente nuovo: non l'ennesimo partito o l'ennesima fazione che nascono per dividere, ma una forza che nasce invece con l'obiettivo opposto; quello di unire, per dare finalmente all'Italia una maggioranza e un governo all'altezza delle esigenze più profondamente sentite dalla gente comune.

Ciò che vogliamo offrire agli italiani è una forza politica fatta di uomini totalmente nuovi. Ciò che vogliamo offrire alla nazione è un programma di governo fatto solo di impegni concreti e comprensibili. Noi vogliamo rinnovare la società italiana, noi vogliamo dare sostegno e fiducia a chi crea occupazione e benessere, noi vogliamo accettare e vincere le grandi sfide produttive e tecnologiche dell'Europa e del mondo moderno. Noi vogliamo offrire spazio a chiunque ha voglia di fare e di costruire il proprio futuro, al Nord come al Sud vogliamo un governo e una maggioranza parlamentare che sappiano dare adeguata dignità al nucleo originario di ogni società, alla famiglia, che sappiano rispettare ogni fede e che suscitino ragionevoli speranze per chi è più debole, per chi cerca lavoro, per chi ha bisogno di cure, per chi, dopo una vita operosa, ha diritto di vivere in serenità. Un governo e una maggioranza che portino più attenzione e rispetto all'ambiente, che sappiano opporsi con la massima determinazione alla criminalità, alla corruzione, alla droga. Che sappiano garantire ai cittadini più sicurezza, più ordine e più efficienza.

La storia d'Italia è ad una svolta. Da imprenditore, da cittadino e ora da cittadino che scende in campo, senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è possibile farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politica senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di un'Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno più prospera e serena più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo.

Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo italiano. 

 

2- F, V, F, F, V, V, V.

3- A, A, B, B, C.

5- È un tentativo di mostrarsi ad un tempo competente e vicino agli elettori.

6- Berlusconi si rivolge direttamente agli elettori utilizzando il voi. La prosa si fa più asciutta, senza subordinate (paratattica) e aumenta l'utilizzo di aggettivi di grande impatto emotivo.

 

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